Nasce CloneMyDesk: dopo mesi di lavoro, test, errori, riscritture e (sì) notti insonni, oggi possiamo finalmente presentare il nostro MVP.
Partiamo dal principio, ovvero dal fatto che ci sono prodotti che nascono per “aggiungere una feature”. E poi ci sono prodotti che nascono perché, ogni giorno, qualcuno perde tempo e lucidità a ricostruire ciò che non dovrebbe mai andare perso cioè il contesto di lavoro.
Chi lavora in ambito IT lo sa bene: un crash, un aggiornamento fallito, un cambio PC, una migrazione su VM non ti fanno perdere solo documenti, ma ti fanno perdere la sessione. Ricostruire una sessione, si sa, è molto più costoso di quanto sembri: è un mix di strumenti aperti, percorsi, repository, tab del browser, credenziali, configurazioni, “stato mentale” operativo.
Ti interessa l’argomento?
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CloneMyDesk: quando perdi il contesto, perdi produttività
Nelle aziende moderne il tempo perso non è solo quello “visibile”, ma è quello che viene subito dopo: la fase di ricostruzione.
- Dove avevo lasciato quel file?
- Quale repo era aperto?
- Che branch stavo usando?
- Qual era la solution che stavo debuggando?
- Dove ho messo quella chat o quel link condiviso in Teams?
Queste domande non dovrebbero esistere in un digital workplace moderno, eppure sono la norma.
Il motivo è semplice: backup e sync sono fondamentali, ma non ricostruiscono il lavoro, ricostruiscono i dati, il lavoro, invece, è fatto di stati.
Ed è qui che CloneMyDesk cambia paradigma.
Cos’è CloneMyDesk
CloneMyDesk è un sistema intelligente che fotografa il tuo ambiente di lavoro e lo ricrea ovunque, in pochi secondi con un impatto enorme perché non riprendi “i file”, ma riprendi la sessione.
Cosa significa “riprendere la sessione”?
Con CloneMyDesk, se il PC si rompe, devi cambiare macchina, devi spostarti su una VM, vuoi continuare da un altro dispositivo
…tu non riparti da zero. Ti ritrovi operativo esattamente dove eri rimasto.
L’obiettivo è ricostruire tutto ciò che, oggi, ti fa perdere ore, ad esempio:
- le app aperte
- Visual Studio con soluzioni e contesto corretto
- repo Git / Azure DevOps nello stato in cui li avevi lasciati
- documenti in editing
- workspace, file e cartelle
- connessioni e strumenti online (Teams, browser, DevOps, Jira…)
- l’ambiente ripristinato esattamente com’era
È proprio quest’ultimo il passaggio chiave
Perché è diverso da “ripristino” tradizionale
Molte soluzioni promettono recovery, restore, image restore o VDI. Sono concetti importanti, ma spesso non risolvono il punto centrale ovvero il ritorno alla produttività.
CloneMyDesk nasce per eliminare la parte più costosa e frustrante ossia la ricostruzione manuale del contesto perché la vera perdita non è solo “il device giù”, ma il tempo di ripartenza.
I casi d’uso più concreti in ambito enterprise
CloneMyDesk apre scenari estremamente pratici per ambienti enterprise e IT avanzati:
Ripristino istantaneo degli ambienti di lavoro
Riduci drasticamente il tempo necessario per tornare operativi dopo crash, incidenti o sostituzioni hardware.
Business continuity per sviluppatori e team IT
Team che lavorano su strumenti complessi (IDE, repository, ambienti, toolchain) possono riprendere senza ricostruzioni.
Riduzione del downtime (quello vero, che costa)
Meno ore sprecate, meno interruzioni, meno escalation. Il costo del fermo si riduce perché si riduce la ripartenza.
Onboarding più veloce e replicabile
Portare un nuovo membro del team da “macchina vuota” a “ambiente pronto” è spesso un processo lungo. Con un clone dell’ambiente, diventa molto più rapido e standard.
Disaster recovery per workstation
Non solo server e infrastruttura: anche la postazione di lavoro diventa un elemento governabile del piano di continuità.
Se ti interessa capire come ripristinare un’intera sessione di lavoro in pochi minuti e cosa potrebbe significare per il tuo team IT o per la produttività dei tuoi sviluppatori contattaci!







